Caccia alla volpe

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Caccia alla volpe

domenica 2 novembre 2014

[dt_sc_h2 class=”” title=”Le origini” /]
Mentre l’origine della caccia a cavallo si perde nella notte dei tempi, quella della caccia alla volpe affonda le sue radici in Inghilterra, alla fine del XVIII secolo, quando il Duca di Beaufort, al rientro da una noiosa ed infruttuosa battuta di caccia al cervo, lanciò la sua muta di cani all’inseguimento di una volpe. L’inseguimento della povera bestia attraverso le insidie e gli ostacoli naturali dell’aperta campagna inglese perdurò per alcune ore e gli regalò tali emozioni che da quel giorno in poi decise di cacciare solamente la volpe. Da allora questa disciplina equestre si è diffusa ed è sopravvissuta sino ai giorni nostri.
[dt_sc_hr_invisible_very_small /][dt_sc_h2 class=”” title=”La caccia moderna” /]
La caccia moderna La caccia alla volpe oggi viene praticata in modo virtuale, e la Volpe è rappresentata da un cavaliere in fuga che viene inseguito dal field di amazzoni e cavalieri (paper-chase). Al termine della caccia avviene la cosiddetta “presa” o “cattura” della volpe, durante la quale il cavaliere che la rappresenta viene inseguito al galoppo dal field sino a che uno dei partecipanti riesce a strappargli la “coda di volpe” fissata al braccio. Un’altra versione del modo odierno di cacciare è caratterizzata dalla presenza di una muta di cani che segue una “traccia” lasciata lungo il percorso dal cavaliere raffigurante la volpe (paper-hunt). Cambia la formula ma rimane intatto lo spirito dei partecipanti, che mettono alla prova le proprie capacità e le qualità del proprio cavallo in un divertente percorso di campagna che richiede talvolta il superamento di ostacoli naturali ed artificiali.

[dt_sc_hr_invisible_very_small /][dt_sc_h2 class=”” title=”Informazioni” /][dt_sc_hr_invisible_very_small /][su_tabs][su_tab title=”Usi e consuetudini“]

Il rituale della caccia a cavallo è caratterizzato da un protocollo e da norme di comportamento che ne regolano lo svolgimento, da osservare in quanto stabilisce l’abbigliamento che amazzoni e cavalieri devono indossare sia quando montano che in occasione dell’abituale ritrovo dopo caccia, la bardatura del cavallo e le regole da osservare quando si è in sella.
L’appuntamento è fissato alle ore 10 (salvo diversa indicazione riportata sull’invito) delle domeniche prestabilite. La stagione di caccia prevede una sessione primaverile da fine Febbraio a fine Aprile ed una sessione autunnale dalla prima settimana di Ottobre alla fine di Novembre.
Per partecipare ad una riunione di caccia bisogna essere presentati da un socio della Società delle cacce o su invito scritto della Società stessa.
Arrivati all’appuntamento è segno di gradita cortesia salutare il Master, chiedendo di essergli presentati qualora non si sia già conosciuti. Ci si deve poi presentare al Presidente per regolare il diritto di cap e firmare la dichiarazione liberatoria.
Regola fondamentale durante la caccia è quella di non superare mai il Field-Master osservandone le disposizioni e le andature.
E’ richiesta una buona conoscenza dell’equitazione di campagna ed esperienza per affrontare passaggi anche impegnativi e in presenza di più cavalli. Se il cavallo non è un saltatore evitare di affrontare l’ostacolo, oppure attendere e saltare per ultimi per non creare ingombro agli altri cavalieri.
Se il cavallo calcia è d’obbligo il fiocco rosso annodato alla coda, mentre un cavallo giovane alla sua prima esperienza di caccia recherà un fiocco verde, sempre annodato alla coda.
Al bicchiere della staffa i cavalieri possono, su invito del Master, smontare di sella, ma devono essere pronti a risalire al primo squillo di tromba o al segnale del Master.
La Presa è la parte finale della caccia e consiste nell’inseguimento della volpe da parte dei cacciatori in un campo o prato prestabilito. In questa fase il Master conduce il field, il quale deve essere il più compatto possibile, al luogo in cui è nascosta la volpe. Vige l’obbligo di non superare mai il Master fino al grido “TALLY HO”, momento in cui inizia la presa.
Non si deve mai tagliare la strada alla volpe o sopraggiungerle di fronte durante l’inseguimento.
E’ la parte più agonistica, che però deve sempre essere affrontata con massima prudenza, coscienza e buon senso da parte della volpe e dei cacciatori.
Dopo la cattura della volpe tutti i cavalieri devono riunirsi intorno al Master il quale decreta la fine della caccia: è il momento delle congratulazioni con il vincitore e con la volpe.
E’ segno di gradita educazione ringraziare il Master al temine della caccia.

[/su_tab][su_tab title=”Abbigliamento“]

La tradizione delle cacce a cavallo impone delle norme molto rigide in quanto all’abbigliamento, da osservare sia durante la caccia che dopo.
Cavalieri: cap, bombetta o cilindro, giacca da caccia nera o grigio ferro, cravatta a plastron bianca, gilet giallo o quadrettato beige, pantaloni bianchi, beige o avana, stivali neri e guanti bianchi o gialli; al master, ai field-master e ai soci della società ospitante è consentito montare con giacca rossa, rigorosamente abbinata a pantaloni bianchi e stivali con risvolto giallo o beige e guanti gialli.
Amazzoni: cap o bombetta con capelli raccolti dietro la nuca, giacca nera, blu o grigio scuro, cravatta a plastron bianca, gilet da caccia giallo o quadrettato, pantaloni beige o bianchi, stivali neri senza risvolto e guanti bianchi o gialli. Una signora non porta mai l’abito rosso: se è Master o Field-master veste in nero con il cap, ed eventualmente un nastro rosso legato al braccio.
I più giovani possono montare, indossando il cap, con giacca da cavallo normale, camicia, cravatta, pantaloni beige e stivali neri senza risvolto o eventualmente stivaletti da pony.
L’appartenenza ad una determinata Società può essere evidenziata da colorazioni particolari del collo della giacca, da un distintivo applicato alla stessa o in rilievo sui bottoni dorati. Nelle riunioni informali talvolta è ammessa la deroga all’abito da caccia di rigore e si possono indossare normali giacche da campagna.

[/su_tab][su_tab title=”Bardatura del cavallo“]

La bardatura del cavallo deve essere sobria, funzionale ed essenziale: testiera tassativamente in cuoio e con capezzina, senza fronzoli e/o frontalino colorato. Il sottosella deve essere sagomato, preferibilmente in lana con colore naturale o comunque di colore bianco. Sono ammesse le normali protezioni, evitando comunque sempre colorazioni vistose.

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Dettagli

Data:
domenica 2 novembre 2014
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